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Ago
11
2016

Attivazioni dall'isola di Procida

Scritto da IZ8XJJ
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Salve, domenica 14 agosto, dal QTH dell'amico di vecchia data IC8ATA Raul, sarò attivo con il call IZ8XJJ/IC8 dall'isola di Procida dalle ore 7:00 UTC; queste le referenze che verranno attivate:

 

DCI-NA052

WCA-I-06425

DMI-C363

IOTA-EU-031

IIA-C002

Vi aspetto numerosi!

73' IZ8XJJ Giovanni Occhiolino

Ago
07
2016

Nuova referenza DAI-CP0729 a cura di Giovanni IZ8XJJ

Scritto da IZ8XJJ
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Ciao a tutti, siamo ancora in Provincia di Caserta, una nuova referenza DAI, valida anche per il nuovo "Diploma Abbazie Linea di San Michele". La Chiesa di San Michele Arcangelo ubicata a Lauro, frazione di Sessa Aurunca mai censita nell'elenco del Diploma delle Abbazie Italiane, grazie alla mia raccolta di documenti, il giorno 5 Agosto 2016 lo staff del D.A.I. ha assegnato, la referenza DAI-CP0729.

 

San Michele Arcangelo o Sant'Angelo è la più antica chiesa di Lauro, si presenta austera, all’ingresso del paese, per chi giunge da est, da Sessa Aurunca. E' posta al lato della strada provinciale, su una piccola altura, un poggio tufaceo a ridosso della località «La Forma».Il più antico documento che si riferisce all’antichissima Chiesa è la Bulla di Adenulfo, con la quale s’investe Benedetto della Diocesi suffraganea di Sessa. Tra le Chiese sottomesse alla sua autorità, è nominata l’«Ecclesia S. Archangeli», che corrisponde, per l’ordine in cui è posta nell’elenco, alla Chiesa di S.Angelo di Lauro. Altre fonti antiche non ci sono. Il territorio della Curtis Lauriana era tra le pertinenze di Montecassino, prima della fondazione del monastero di Sessa, edificato nel 1012.

Non ci sono molti documenti scritti, ma il poco che c’è, e, in particolare, la Chiesa stessa di S. Angelo, con i suoi antichi affreschi e le sue decorazioni pittoriche, indica che quella di Lauro è un’antica comunità di fede in Cristo Gesù, Nostro Signore e Salvatore.

Sul lato storico-artistico il Bertelli e la Grelle affermano: «In tanta scarsezza di notizie è dunque il monumento stesso che deve giustificare la propria datazione e la propria collocazione storica».

E’ possibile ammirare oggi, in tutta la sua monumentale bellezza, la Chiesa di S. Angelo, grazie ai lavori di ristrutturazione dell’edificio compiuti con l’intervento della Sovrintendenza, in seguito al sisma del 1980 «ed in virtù dei fondi maggiori destinati alle zone terremotate», come sottolinea il Fiorillo. All’interno, però, non è possibile, per ora, ammirare la bellezza dei suoi affreschi, dei suoi colori, delle sue pitture; il distacco degli affreschi si è reso necessario, secondo gli studiosi, per recuperare, seppur in modo frammentario, il prezioso patrimonio. Gli affreschi sono oggi al Museo dell’Opera e del Territorio presso la Reggia di Caserta. La Chiesa di S. Angelo vive un tempo di attesa, nella speranza di ritornare a rifulgere nella magnificenza del suo antico, originario splendore.

Il saggio del Bertelli e della Grelle ci aiuta a cogliere la bellezza artistica della Chiesa e il significato profondo degli elementi che la costituiscono, che va oltre la storia e l’arte e ci comunica la fede profonda di un popolo.

La Chiesa di S. Angelo si apre a oriente con un campanile, aderente alla facciata. In esso si trovano alcuni frammenti romani: resti di pavimentazione in opus spicatum utilizzati in alto come ornamento, in basso sono murati due frammenti di marmo lunense, di cui una base nello spigolo destro del portale. In seguito all’intervento di risanamento dell’edificio nel 1980, la base è risultata essere un’ara, inserita in posizione capovolta, rispetto all’originaria. Sul lato frontale riporta un’epigrafe, purtroppo non completamente leggibile, per l’usura della pietra, disposta su tre righe, le cui lettere sono di altezza crescente. Il nomen del personaggio femminile della prima linea è andato perduto, il cognomen è rimasto solo in parte e, per lo spazio disponibile, si può pensare a un’integrazione quale FIRMINA. Non si sa per chi il dedicante fece fare l’ara, oltre che per sé, si può supporre il consorte o un altro familiare. Sotto l’iscrizione funeraria vi sono i resti di una ghirlanda, di cui si vedono solo alcune foglie, nella sua parte concava c’è un’aquila, posta frontalmente, che poggia le zampe sul festone ed ha le ali spiegate, alla sua destra c’è attorcigliato un serpente. Al di sotto del festone è rappresentata la lotta dei galli, che simboleggia l’immortalità e gli istinti combattivi. Sul lato destro vi è una patera. Il lato sinistro è inserito nella muratura. L’ara è databile tra la fine del I sec. d.C. e i primi decenni del II sec. d.C., ciò si rileva dai caratteri dell’epigrafe e dal tipo di ara.

 

http://iz8xjj.jimdo.com/my-new-references-d-a-i/my-new-reference-dai-cp0729/

73' IZ8XJJ

 

 

Lug
30
2016

Nuova referenza DAI-CP0728 a cura di Giovanni IZ8XJJ

Scritto da IZ8XJJ
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Salve, ecco una nuova referenza DAI, valida anche per il nuovo "Diploma Abbazie Linea di San Michele".

Le chiese gemelle di San Michele Arcangelo e Madonna Santissima dell'Addolorata ubicate nel Rione Sorbo a Montella in Provincia di Avellino mai censite nell'elenco del Diploma delle Abbazie Italiane, grazie alla mia raccolta di documenti, il giorno 29 Luglio 2016 lo staff del D.A.I. ha assegnato, la referenza DAI-CP0728.

 

La grande facciata a capanna, con due magnifici portali in pietra, cela la presenza delle due chiese, quella di San Michele Arcangelo e l’altra della Madonna Santissima dell'Addolorata. Il prospetto, unico, trattato con intonaco grezzo, tipico del luogo è disegnato a riquadri geometrici regolari. La simmetria della facciata è dettata dalla presenza del pannello di maioliche dipinte, realizzato agli inizi del secolo XX, raffigurante il Corpus Domini. Le altre due composizioni, anch’ esse in maioliche dipinte, cadono in corrispondenza dei portali delle rispettive chiese dedicate a San Michele Arcangelo e alla Madonna Santissima dell'Addolorata. Dove ora è posto il riquadro del San Michele Arcangelo, originariamente, vi era una nicchia che ospitava la statua in pietra del Santo.

Chiesa di San Michele Arcangelo, La chiesa primitiva esisteva già nel 1500, com’è testimoniato nella bolla di Papa Leone X,del 31 Luglio 1515, dove sono menzionate le chiese che formano la “Insigne Collegiata di Santa Maria del Piano”. Tra queste, la chiesa di San Michele Arcangelo. Nel XVIII sec. la chiesa parrocchiale subì degli ampliamenti ed in particolare fu arricchita di quattro cappelle, due a spese dell’Arciconfraternita e due a spese dei sacerdoti don Giuseppe Colucci e don Francescantonio Moscariello. Nel 1748 la chiesa, a spese della Congrega, fu abbellita con stucchi e il soffitto fu ornato di un dipinto di notevole pregio artistico.

La data riportata sull’iscrizione, 1438, posta sul portale della Chiesa dell’Addolorata, denuncia che la stessa sorge nel luogo occupato un tempo dall’antica Chiesa dedicata alla Santissima Trinità. In questo stesso luogo, nel 1724, fu costruito l’Oratorio trasformato nel 1752 in chiesa che venne consacrata nel 1760 e dedicata, appunto, a Maria SS. Addolorata.

L’interno della Chiesa ha la peculiarità di avere la pianta a croce dovuta alla presenza del transetto, singolare esempio a Montella. La navata ha il soffitto piano finemente decorato, con composizioni a stucco, il cui disegno converge verso la pregevole tela raffigurante Gesù che dà la Comunione a San Pietro.

http://iz8xjj.jimdo.com/my-new-references-d-a-i/my-new-reference-dai-cp0728/

73' de IZ8XJJ Occhiolino

Giu
19
2016

New reference DVR-ITC091 a cura di IZ8XJJ Iacono Giovanni

Scritto da maurizio
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Il Parco Archeologico di Liternum ubicato nella Frazione di Lago Patria a Giugliano in Campania, mai censito nell'elenco del Diploma Vestigia Romane, grazie al mio lavoro di raccolta di documenti, il giorno 13 Giugno 2016 lo staff del D.V.R. ha assegnato la referenza DVR-IT091.

 

Sita nel territorio a Nord di Cuma, già frequentato in età preistorica e preromana da popolazioni indigene e di stirpe osco-sabellica, Liternum fu fondata nel 194 a.C., insieme a Puteoli e Volturnum, come colonia marittima presso la sponda sinistra del Lago Patria (la Literna Palus, citata nelle fonti letterarie, dove sfociava l’antico Clanis) ed assegnata a trecento veterani della seconda guerra punica, probabilmente appartenenti all’esercito di Publio Cornelio Scipione l’Africano, che vi si rifugiò esule in una villa fortificata e, secondo la tradizione, vi fu sepolto. Al periodo della deduzione coloniale risalgono lo schema urbanistico e l’impianto originario del Foro, riportato in luce nel 1932, con i resti del Capitolium, della Basilica e del Teatro. La città ebbe il periodo di massimo sviluppo edilizio ed economico in epoca augustea e soprattutto tra la fine del I ed il II secolo d.C., dopo essere stata collegata con i centri della costa flegrea grazie alla Via Domitiana, che attraversava l’area forense. Un progressivo abbandono, dovuto anche all’impaludamento della zona, portò ad una rapida decadenza della città a partire dalla tarda età imperiale. Esterni alla cinta muraria sono l’anfiteatro e l’area di necropoli, con sepolture soprattutto di epoca imperiale, entrambi oggetto di recenti indagini. Sempre nel corso di nuove campagne di scavo sistematiche sono stati esplorati settori dei quartieri abitativi e tratti della viabilità urbana, nonché, lungo la sponda sinistra del lago, un santuario prospiciente una corte, costruita su ambienti pertinenti a magazzini. Più a Sud sono stati messi in luce, inoltre, impianti artigianali con resti di fornace da riferire ad una produzione locale del caeruleum e forse alla lavorazione del vetro. Il sito antico, adibito a Parco archeologico, si estende su un'area in comproprietà tra Stato, Provincia di Napoli e Comune di Giugliano in Campania. Alcuni degli interessanti materiali rinvenuti sono conservati a fini espostivi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Baia.


http://iz8xjj.jimdo.com/my-new-references-d-v-r/my-new-reference-dvr-itc091/


Mag
07
2016

Radio e soci al parco di Capodimonte il 05 giugno 2016

Scritto da maurizio
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IQ8GT/p  NA-125  IFF-0873

Postazione IQ8GT/p VHF 144 Mhz (SSB/CW)

Postazione IQ8GT/p VHF 50 Mhz (6 metri)

Postazione IQ8GT/p HF digitale/cw (20/30/40 m)

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